1 settembre 2015

TUTORIAL FOTOGRAFICO - Il mio pane campagnolo alle olive


Il manto del mondo era accarezzato pian piano dal soffio della brezza del vento che sorgeva da est, là in una spianatoia di legno, un fagottello di farina di cinquecento grammi e mani che alle prime luci dell’alba scioglievano il loro peso nell'acqua appena tiepida.

Una luce fioca veniva dal corridoio, mentre la brace della stufa a legna, illuminava il resto della stanza.
E’ una musica segreta, nascosta ad ogni inizio di giornata … Il pacchetto di farina era lì a produrla come un'eco lontana che riportava la mia anima indietro nel tempo, alle sue origini, a quel ricordo di mani che lavoravano prima della luce del sole, riconoscenti.  
Mi scosto di un passo, la tenda appena tirata, lascia intravedere il giorno che avanza, le foglie di vite iniziano ad ingiallire e l'anima, tamburella nel vento, la danza della natura, inseguire a passo lieve l'autunno. 
Prepara la spianatoia mio caro amico, annoda il grembiule, oggi ti insegno come, la genuinità di pochi semplici ingredienti, può far traballare il cuore di delicata allegrezza e inondare le tue narici di aromi e olezzi che tradiscono la bellezza del tuo intorno, perchè il pane profuma! 
Disposto sulla tavola, se preparato da te, sarà come una bacchetta magica per i convitati che parteciperanno alla tua mensa. 
Una carezza che accompagnerà le tue pietanze, sistemando l'umore interiore di autentica prelibatezza! 
Dipingere con la farina, non è un'operazione estetica: è una forma di magia intesa a compiere un'opera di mediazione fra l'universo e le tue mani, il piccolo miracolo di una ricetta svelata dagli dei!

Arianna 



500 g di farina manitoba
200 g di olive
20 g di lievito di birra fresco
10 g di malto
30 g di olio extravergine d’oliva
1/2 cucchiaino di sale
semi di papavero
un uovo per lucidare




Prendete una ciotola e versatevi due dita di acqua tiepida. Aggiungete il malto e sbriciolatevi il lievito. Setacciate la farina riponendola in un contenitore largo. Incorporate il lievito disciolto e l’olio, iniziate a impastare gli ingredienti, stemperando man mano con l’acqua (circa 300 millilitri). 
Dopo qualche minuto unite anche il sale. Lavorate l’impasto energicamente per almeno 20 minuti.
Spennellate la superficie con un po’ d’olio, quindi lasciate l’impasto nel contenitore coperto con un panno pulito e umido per almeno 1 ora e mezza o quanto basta per far raddoppiare il volume. Nel frattempo snocciolate e tagliuzzate le olive.




Trascorso il tempo di lievitazione, riprendete l’impasto e rilavoratelo altri cinque minuti, prendete il mattarello e distendetelo.




Ritagliatevi tre strisce, che arrotolate su se stesse, serviranno a comporre le rose, tante quante ne volete che andranno ad occupare gli interspazi della treccia che andremo a comporre.




Man mano giratelo per favorire una più omogenea distribuzione delle olive nell’impasto (che deve contenerle sia all’esterno che all’interno). 




Arrotolatelo su se stesso dalla parte più larga con delicatezza in modo da non far fuoriuscire le olive.




Ora tagliatelo al centro con grande cura e attenzione trasversalmente, procurando che il taglio sia omogeneo.




Iniziate a comporre la treccia a due, inserendo nella parte concava le rose che avevate preparato in precedenza.



Ecco come dovrebbe presentarsi. 
Prendete una teglia e adagiatelo, non prima di averla rivestita con carta da forno. 
Spennellatelo con l'uovo e cospargetelo di semi di papavero.
Lasciatelo risposare per un'altra mezz'ora, poi infornatelo.
A questo punto cuocete in forno già caldo a 200°C per 30 o 40 minuti.
Una volta dorato in superficie, spegnete e lasciate raffreddare fuori dal forno.




Ecco il vostro pane alle olive pronto da gustare!
Buona vita!




31 agosto 2015

STAGIONE 2015 - 2016 e il nuovo logo


Inizia con il nuovo logo, la nostra storia 2015 - 2016 insieme!
Ary's House Atelier un luogo contemporaneo dall'anima antica in cui saper raccontare al meglio, le emozioni di ogni giorno!
Una casa lungo le sponde di un fiume, trasformata in house lab nel cuore della Toscana!
Una scuola di cucina che sfoglia le pagine del suo c'era una volta, non più solo per i bambini, ma anche per gli adulti, un luogo per degustazioni, momenti di incontri del club Ary's House Family, una scuola di cucina, corsi del mattino, corsi individuali o in gruppi di classi massimo di otto allievi/e, table design e food photography, cake design, cucito, uncinetto, etiquette per bambini/e e galateo per adulti, corsi di calligrafia.
Primo appuntamento, 4 OTTOBRE 2015 (riservato alle famiglie del gruppo Piccole Donne e Piccoli Uomini Ary's House) h. 17.00 in cui sarà presentatp il corso HEART OF WORLD stagione 2015 - 2016!
Insieme si può!

Arianna




27 agosto 2015

RICETTE GARDEN KITCHEN - Pizza e fichi


Ho già preparato dei piccoli pani di segale e farro per la cena, et voilà, abbracciando il giorno che sorge eccomi a voi, sveglia come un fringuello, pronta a farci compagnia per nuove avventure che vivremo nel corso di questo anno che sta per iniziare! 
Se poi consideriamo che il mio sole sorge prima di quello normale, (è un sole legale il mio, come l'ora, va per convenzione, sorge alle 4.00 e tramonta…. Mah! Forse il mio non tramonta), mumble mumble …… Allora è tutt'un' altra sistematica combinazione di ore, secondi, minuti per far diventare una giornata, la mia, non piu' di 24 ma di 30 ore!
PRIMO POST DEL DOPO VACANZE... INCIPIT NOVUS ANNUS!
Credo di aver dormito quattro ore e visto che voci di corridoio dicono che io elaboro meglio all'alba, più' o meno quella è l'ora in cui mi sono alzata, lasciando di stucco il povero Morfeo che disilluso e ammutolito, mi guardava rammaricato infilare il mio grembiule e piombare in cucina preparare la mia consueta tazza d'orzo caldo, delle quattro o'clock in the morning!





Ieri ho impastato un’ottima focaccia con i fichi raccolti sull'albero che sporge nel versante più basso della sponda del fiume. Inclinando dolcemente i suoi rami fin dietro il muricciolo, in modalità “mi arrampico”, detto ficus, elargisce generosamente i suoi frutti, che ammucchio graziosamente nel cestino di vimini della raccolta, per i miei fichi caramellati, dolci, insalate di frutta e marmellate, pizze, focacce e chi più ne ha ne metta!





Queste, sono quelle che io chiamo, RICETTE GARDEN KITCHEN, perché l'universo è un giardino colorato cui attingere, la creazione è lì delicatamente disposta al dono dei frutti per i quali, il piccolo viandante della terra, può solo che essere riconoscente!
Dove l'amore impera, non esiste desiderio di potere e dove il potere predomina, manca l'amore!
Ecco il piede giusto per iniziare!
Mentre vi scrivo, il vento sussurra fruscii di saggezza al nostro grande cuore, permettendo al creato la vera Istruzione e nell'istruzione la Conoscenza!
FIAT LUX ... ET LUX FUIT! 
Arianna






La mia pizza e fichi

Per la pizza:
1 kg di farina tipo 0
700 g di acqua
5 g di lievito di birra granulare
5 g di sale
Olio
Un pugno generoso di uva sultanina
Due rami di rosmarino
Zucchero semolato

Per farcire:
8 piccoli fichi maturi




Mescolate in una ciotola la farina e l’acqua, unite il lievito, il sale, un goccio d’olio e amalgamate. Trasferite l’impasto sulla spianatoia e continuate a lavorare finché risulta liscio e sostenuto. Raccoglietelo a palla e fatelo lievitare in frigorifero per 24 ore. Stendete il panetto con l’aiuto di un mattarello e, dopo aver fatto macerare per tre ore l’uva sultanina in un mezzo bicchiere di limoncello, imprigionatela nel panetto che continuerete a lavorare per altri cinque minuti. Lasciate riposare per un’altra mezz’ora, ristendete l’impasto adagiandolo su una teglia di 40 x 30 cm foderata con carta forno e irrorate con poco olio. Spargete una manciata di uva sultanina ancora sulla superficie e spolverate con due o tre cucchiai generosi di zucchero semolato e rosmarino. Infornate a 200° per 30 minuti, mettendo la teglia prima nella parte inferiore del forno, poi sopra. Sfornate e distribuite i fichi, schiacciandoli leggermente e altri piccoli ciuffi di rosmarino fresco.