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28 ottobre 2014

C'ERA UNA VOLTA UN MULINO - Il mio pane semintegrale alle noci


L'aria frizzante e fredda del mattino … H. 3.30 ………
Inaugurata la mia mantella di lana con fiocchi di raso, camicia da notte e calzettoni di lana merinos così spessi che, mancherebbe farsi le trecce con i fiocchetti di pezza et voilà catapultarsi nel 1800! 

La mia giornata inizia così...

Il canovaccio quadrettato di bianco e celeste, la lievitazione della pagnotta con farina di grano saraceno, zero (uno soltanto) miscelato a quella integrale, noci e attesa.
Camilla (la solita stufa a legna) ha inghiottito in un colpo  la prima infornata!

Viviamo usando tecnologia e schiacciamo pulsanti per ogni cosa e io sono qui su una sedia a dondolo in pieno XXI° secolo con tanto di mantellina e socks avverse a ogni forma di seduzione, dinanzi una stufa economica a raccontarvi la storia più bella: panificare, prima declinazione della vita che si dipana (tanto per restare in tema ) in una piccola cucina di una casa con tegole rosse dinanzi ad un fiume: la mia!

"SANTA POLENTA ... CHE ODORE DI BRUCIATO!"

Mi sono addormentata … Oh no!
SANTA POLENTA AL QUADRATO chiusa tonda graffa e quadra!
Ecco, questa è l'esclamazione che di solito le mie corde vocali emettono quando combino qualche guaio, seguita poi dal "confort soul", il mio leit motiv, che sa quasi di confort food ma è confort soul non confondiamoci, per rincuorare la mia anima vagante nel patio colonnato degli dei dell’Olimpo!
Il santa polenta, aggiunge un tocco di ilare spinta in avanti a non perdersi d'animo, provare per credere, in situazioni che porterebbero chiunque a mandare all'aria ogni cosa, (ho scritto all’aria non a quel paese intendiamoci) in quel mentre ruotassero intorno al nostro metro quadrato, cose o persone!
Di seguito, nel momento che, situazioni alquanto incidentali provocano disastri quanto meno noiosi, non resta altro da fare che, concedersi piacevolmente uno spazio di tempo ridotto ad una mezz’ora di economia domestica culinaria: pulizia del forno, raschiamento della teglia annerita e quant'altro, mescolato poi all'odore di bruciato che sa di bruciato e basta!
E allora?
E allora si ricomincia SANTA POLENTA … (ecco appunto!) con un bel respiro, che forse è piu' un sospiro, con tutti gli accidenti che ne conseguono, ma va bene ugualmente …
DE GUSTIBUS NON DISPUTANDUM ... con est sottinteso ...
Miei cari prodi, questa è la trama della storia di questa mattina che, iniziata con messere fratello sole alle 3.30 in the morning, dimenticavo o'clock ... (gli inglesi sono esseri umani molto precisi nella loro cool, diciamo pure, educazione espressiva), prosegue con un impasto meraviglioso di panificazione miscelata a granelle di noci e maleodoranti effluvi di bruciato (ecco ora il termine confort food è decisamente calzante) e termina con:  E VISSERO FELICI E CONTENTI (tempo della seconda infornata), canovaccio a quadretti celesti e un meraviglioso pane semiintegrale con noci.




Ma aspettate e un’altra ne avrete …
A mille ce n’è nel mio cuore di fiabe da narrar (da narrar),
venite con me nel mio mondo fatato per sognar (per sognar),
non serve l’ombrello, il cappottino rosso e la cartella bella per venire con me,
basta un po’ di fantasia e di bontà … e di bontà … C’era una volta …’
Si …. C’era una volta un mulino … una mugnaia e un mugnaio!
Chiudete gli occhi … Catapultiamoci nel 1400 …
Intendiamoci ieri sono andata a visitare il mulino Bardazzi e vi assicuro era, è e sarà, almeno fino al 31 dicembre di quest’anno,  il 2014 ANNO DOMINI … abbiatene quantomeno la certezza!
Ma noi, siamo padroni del tempo e dei sogni, per cui la mia mugnaia si chiama Donna Brunilde!
Ha i capelli raccolti da un’insolita acconciatura, manicotti, un grembiule da lavoro infarinato e annodato da un fiocco scomposto.
Il grano, esce dalla macina come miscela di farina e crusca, dal colore nocciola biancastro.
Neppure il successivo setacciamento, permette una perfetta separazione fra farina e crusca, per cui il pane, una volta cotto, ha un colore brunastro, simile all’attuale pane integrale e non certamente a quello bianco che normalmente oggi siamo abituati a mangiare.
Mi volto … Un ciagolio di suoni squillanti proviene dal piano seminterrato e si mescola ad un rombo quantomeno fastidioso di una macina in pietra che gira in senso orario, azionata da una magnifica ruota a pale di legno, dove la forza centripeta dell’acqua gorgheggia e dispone il movimento. 
Il marito di Donna Brunilde, Messere Folchetto scannella la mola picchiettando con colpi decisi per regolare la portata lungo il canale di captazione della ruota, poi il tramite di portelli che permettono un afflusso costante di acqua.
Farina, ne sento l’odore ovunque, le narici ne sono sopraffatte, fino ad imbiancarne l’anima come una spolverata di zucchero a velo, che se inspiri aprendo i polmoni, arrivi a starnutire tanto l’odore è pressante e ti si appiccica dentro.
Ogni uomo traccia i confini del proprio lavoro per delimitare il perimetro della sua esistenza.
E il mulino è lì … perché il pane è un atto di pace tra noi e la vita …
COMPAGNO … CUM PANIS …
Andiamo insieme, io e te,  come piccole briciole che formano lo stesso identico pane …
ACQUA FARINA … GRANO di Donna Brunilde e Messere Folchetto …
1400? .................................. No!
Duemilaquattordici, l'uomo si evolve, la sua intelligenza lo porta ad andare oltre velocizzando i processi, li scopre e tuttavia ritorna a ciò che era, perché la sua pace, il senso di appartenenza a questa vita, lo trova soltanto dando alla stessa, il senso intrinseco della verità, di ciò che è stato e sarà per sempre: un piccolo pane tondo dal profumo passato fatto di grano che biondeggia nei campi!!

Arianna 

IL MIO PANE SEMINTEGRALE ALLE NOCI 




300 gr di farina integrale
100 gr di farina di grano saraceno
100 gr di farina 0
17 gr di sale
10 gr di lievito di birra secco
2 cucchiai di melassa
340 cl di acqua temperatura ambiente
100 gr di noci (peso senza guscio)

Mescolate le farine nella ciotola, aggiungete il sale e il lievito (in due punti separati), la melassa e 3/4 dell’acqua. Iniziate a lavorare per cinque minuti.
Quando la pasta di pane comincerà ad assemblarsi, aggiungete la restante acqua e continuate ad impastare per altri buoni cinque dieci minuti. Unite le noci spezzettate all’impasto.
Continuate a lavorare finchè i semi non saranno distribuiti omogeneamente nell’impasto.
Fate lievitare  per 2 ore.
Trasferite l’impasto su una spianatoia infarinata, sgonfiatelo e piegatelo a libro almeno 4/5 volte. Infine dategli la forma di una pagnotta (o dividetelo in più pagnotte della dimensione desiderata), incidetelo in superficie e fatelo lievitare per un’ora sulla teglia da forno.
Scaldate il forno a 230° e, finita la lievitazione, infornate il pane semi integrale a questa temperatura per dieci minuti, successivamente a 200 gradi per circa 30 minuti.
Fate raffreddare su una teglia … Et voilà! 

UTILIZZO E VARIANTI 

Puoi assolutamente tentare di fare con questo pane (cosa che farà Mr. Smith questa sera), degli ottimi crostoni con lardo, pere, gorgonzola e miele.

Ti occorreranno:
lardo di colonnata o salumi 
pere kaiser
miele di castagno nuovo 
Un buon vino 

Tosta il pane in forno caldo a 200°C con funzione grill su una teglia per qualche minuto, finché non comincia ad essere dorato ai bordi e leggermente croccante in superficie: tostandolo prima si possono ridurre i tempi di cottura dopo, conservando la succosità della pera.
Disponi su ogni crostone due fette di lardo a coprire l'intera superficie, una fetta di pera e qualche briciola di gorgonzola.
Inforna nuovamente per un minuto o due, finché il gorgonzola non comincerà a sciogliersi.
A questo punto togli dal forno e servi subito i crostoni cosparsi con un filo di miele di castagno.



27 ottobre 2014

IL TAPPETO IMBURRATO - La mia composta di mele

E' così che inizia la mia giornata, sono le 4.40, ho già controllato la bat house e Socrate, non è ancora tornato!
Socrate è il mio pipistrello, abita in quella casina da due anni poco più, da quando il comune lanciò la campagna, adotta un pipistrello.
Così, Mr. Smith (mio marito) ed io, aderimmo all’iniziativa e senza mutuo, pagamento in contanti (cosa rara di questi tempi) acquistai le mura della sua augusta abitazione, che decise di fare suo ricovero, senza preavviso,  dopo un paio di settimane.

Da allora, le zanzare non hanno più scampo …

I passerotti pigrano sull'ulivo, le anatre giacciono immobili sul letto del fiume!
Ma secondo voi le papere non hanno freddo?
Questa mi suona più o meno come l'altra è nato prima l'uovo o la gallina? Io ho sempre risposto la gallina, dunque rispondo anche : le papere hanno freddo!

H. 5.15 … Mentre nella quiete notturna che avvolge la valle incantata, oltre che dei tuoi sogni, anche della tua realtà…..senti improvvisamente un boato BUM E PATAPUNFETE….RADIO LONDRA terza guerra mondiale.
Allora che fai? Piombi in cucina scopri che il tuo cane (una yorky meravigliosa che ti guarda con due occhi che sanno di averla combinata) è salito sulla sedia, dalla sedia al tavolo rovesciando per terra il barattolo di composta di mele che avevi preparato ieri e se lo sta leccando con una forza centripeta che supera i 2000 giri al minuto con una lingua che ha piu’ dell’elica di un elicottero che di una parte anatomico canina, i suoi baffi sono incollati e gli fanno, tanto per rimanere in tema, “un baffo alla colla UHU UHU”  …

Se non perdi la calma e incollandoti a lei, si al cane, come dire, marmellata a marmellata, superando di gran lunga i decibel del chicchirichì di Cesare che intanto si è svegliato come una giaculatoria ti regali la frase: tutto va bene a Camelot…. oh allora hai il vento in poppa nelle mani e nel cuore, la vita danza nella tua anima, puoi pensare davvero e dico davvero, alle 5.30 in the morning, che bisogna iniziare a credere alla teoria del tappeto imburrato!

Non conoscete quella teoria?

E’ un sillogismo aristotelico di larghi consensi e illustre fama (mancava lui Aristotele… Cesare il gallo chicchiricheggia, Socrate il pipistrello svolazza ancora nel cielo in attesa di rientrare a casa alle prime luci dell’alba ed è in ritardo sarà l’ora legale!)
Ed ecco la teoria del tappeto:  la  probabilità che una fetta di pane imburrata cada su un tappeto nuovo dalla parte del burro e della composta di mele (tanto per rimanere in tema con la mia cucina) è direttamente proporzionale al valore di quel tappeto.

Per evitare la burrascosa situazione ci sono 2 metodi:
1 Mai imburrare il pane (e se poi al burro aggiungete la marmellata oh santi numi non sarete mica impazziti! )
2 Non comprare tappeti
Per sicurezza abbinare metodo 1 e 2

Se non potete fare a meno del pane imburrato e del tappeto ricorrete a quello che si chiama "avvocato matrimonialista",infatti è tipico del marito far cadere la fetta imburrata sul tappeto comprato dalla moglie, ma sta avendo implicazioni oltremodo economiche a causa della parcella quantomeno alta degli avvocati …
Cogito ergo sum, quindi tornando al punto di partenza analizzandola in maniera scientifica, la fetta imburrata con marmellata cade da quella parte perché appesantita dal burro a causa del suo maggior peso specifico!
E allora non ci resta che ….. apparecchiare la colazione per terra, incrociare le gambe sedute sul tappeto e godersi la nostra apple marmelade in tutta calma tenendo salda in mano la fetta di pane, tanto, il tappeto ormai è macchiato e il cane ha i baffi incollati !

Arianna


LA MIA COMPOSTA DI MELE 



L’invenzione della composta di Mele risale alla Francia del XVII secolo, quando (per necessità più che per genio gastronomico) si metteva la frutta in un composto di acqua e zucchero.
La ricetta, perfezionata nel corso dei secoli, ha visto l’aggiunta di spezie e odori vari: dalla vaniglia alla buccia di limone, all’uvetta, alla cannella o alle preziose e squisite mandorle.
La composta di mele può essere arricchita di brandy o rum e va servita tiepida o fredda, in accompagnamento a secondi di carne bianca o formaggi.
Nel caso accompagnasse una torta o un dessert si possono aggiungere un ciuffo di panna ed una spolverizzata di cannella in polvere.

Ingredienti per 8 persone
(la ricetta originale prevede la misura in tazze: non è necessario avere una misura precisa, utilizzate la stessa tazza per i diversi ingredienti)
4 tazze d’acqua
1 tazza di zucchero
1 cucchiaino di cannella macinata
1 cucchiaino di buccia di limone grattugiata
1 cucchiaio di succo si limone fresco.
8 mele semi-dolci

Io ho la fortuna di poterne avere direttamente dall’albero. 
Quelle che vedete nella foto le ho colte nel campo del mio vicino di casa … 
Alcune hanno un ospite, bacus in fabula, ma debbo dirvi che sono davvero squisite!

Lavate le mele, pelatele, privatele del torsolo e tagliatele in quarti.
Mettete a bollire l’acqua e una volta raggiunto il bollore aggiungete lo zucchero, mescolando bene in modo che si dissolva rapidamente.
Unite le mele, la buccia di limone e la cannella, poi abbassate la fiamma e lasciate sobbollire per circa 10 minuti, o fino a quando le mele iniziano ad ammorbidirsi.
A questo punto aggiungete il succo di limone.
Consiglio a questo punto di assaggiare il composto per regolare, eventualmente, la quantità di zucchero: il succo dev’essere delicato, non troppo dolce, e le spezie ed il limone si devono sentire bene.
Lasciate sobbollire per altri 5-8 minuti.
A questo punto le mele dovrebbero essere morbide, ma non sfatte.
Spegnete il fuoco e lasciate raffreddare completamente prima di servire.


26 ottobre 2014

IO PAOLA ARIANNA uguale ARY'S HOUSE ATELIER E IL CLUB



Quando ho pensato di creare ARY’S HOUSE ATELIER come Scuola di Cucina e bon ton per bambini, sapevo che la cucina era solo il mezzo, il fine era un altro, in quello che vedevo come tanti spezzoni nella mia testa, in quelle molteplici tessere di un unico puzzle, accompagnare il bambino alla scoperta di una maggiore consapevolezza interiore delle sue meravigliose possibilità, di ciò che lui ha dentro come mondo invisibile, legato ai doni che inconsapevolmente si svilupperanno mano a mano che egli crescerà, dunque le potenzialità, che, se tirate fuori, contribuiscono a fare di lui un uomo o una donna felice e ben inserita nella società!
Ecco perchè l' ho chiamata Ary's House, volevo che la mia casa, diventasse la casa dei vostri figli, una casa per voi mamme, una casa di gioia, pasticcini, zucchero filato e vita!
Poi nel tempo il sempre numero crescente di mamme e donne che ruotavano in ary's house ha portato alla creazione del CLUB ARY'S HOUSE FAMILY: un gruppo di donne, o semplicemente amiche virtuali e non, mamme delle allieve della Scuola di Cucina, che ha scelto di seguire lo spirito e i principi di ARY'S HOUSE ATELIER, dove ricette e allegria, mescolano il loro sapore in impasti di gioia, amicizia, condivisione, per crescere insieme in ore che scorrono allegre secondo il motto di sempre: AMA CUCINA DONA!
Ci si incontra in casa per particolari tea time che hanno portato alla nascita dei CIRCOLI DEL THE’ dove una tazza fumante, una bevanda calda e biscotti home made fanno da sfondo al desiderio di amicizia che avvolge tutta la scuola di cucina e chi ha desiderio di seguirne i principi!
Una famiglia di donne insomma, che vive e respira camminando fianco a fianco della scuola di cucina alla riscoperta del gusto e della femminilità.
AMA, CUCINA, DONA, non è solo un motto, uno slogan lanciato lì per caso!
E' un leit motive di speranza!
Ciò che desideriamo in ARY'S HOUSE FAMILY è infatti ricercare la relazione intrinseca tra la realtà del nostro essere donne e madri in un mondo sempre meno proiettato verso l'estetica della vera bellezza.
Un sogno condivisibile dunque, un club di charme, gusto, armonia, stile, accessibile solo a chi ha desiderio di bene, dove lo sforzo comune è andare insieme verso l'eleganza, il fascino, il garbo, in un ideale a misura di donna.
Ecco perchè durante i CIRCOLI DEL THE' è possibile scambiare tra le socie consigli preziosi, riguardo ricette, letture, ricamo.
Inoltre vengono spesso fornite lezioni di galateo ed economia domestica.
Arianna

C.V.
Paola Arianna Appetecchi nasce a Roma nel 1970.
All’età di 8 anni, riceve in dono da sua madre (crocerossina e direttrice didattica presso il Policlinico Umberto I°di Roma), una croce rossa di pezza.
Quella croce la porterà nel 1989 a entrare a far parte a Roma del Corpo delle Infermiere Ausiliarie delle Forze Armate fino all’incontro con figure femminili che lei definirà le donne della sua vita: Susanna Agnelli, Maria Pia Fanfani, Mila Brachetti Peretti, Madre Teresa di Calcutta, oltre l'operare in diversi e svariati campi di ruolo attivo nelle varie attività di Croce Rossa: Ministero della Marina Italiana, Brevetto Bls, Elishows, Psicologia dell'emergenza, Diritto Internazionale Umanitario, Selezioni In Guardia di Finanza, Specializzazione clownterapia, Policlinico Militare Celio, Bambin Gesù Pediatria Oncologica, servizio Ispettorato Nazionale CRI, lavoro segreteria Ispettorato provinciale di Firenze, Poligono di Polizia Firenze, PMA, Ambulatorio Firenze Scuola allievi sottoufficiali Carabinieri, Capogruppo allieve Infermiere Volontarie Forze Armate.

Dopo aver lavorato nel campo del marketing e della pubblicità presso aziende multinazionali come Atesia e Telecom (Roma) e Sykes (Prato) e conseguito diverse specializzazioni in merito alla Zenith Comunication di Firenze, nel 2011 fonda la Scuola di Cucina e Bon ton per bambini ARY’S HOUSE ATELIER e il gruppo femminile ARY’S HOUSE FAMILY strettamente unito alla scuola, I CIRCOLI DEL THE ove ARY’S HOUSE FAMILY si incontra e opera.

LO SCORPIONE JEAN JAQUES - Biscotti con farina di avena


Ebbene si, la domenica mi mette allegria!
Fin anche Cesare (il gallo della mia vicina Annamaria sempre per i nuovi adepti della mia piccola cucina sul Blog nuovo di zecca) è piu' intonato la domenica mattina.
Canta melodie e serenate a madame les poules che loro contraccambiano con uova panciute e bellissime che poi ricevo in dono, ma veniamo a noi ...

Ora legale … ora solare are ere ire ….
Inizia con una rocambolesca avventura iniziata alle due dell’ora solare e terminata alle quattro dell’ora legale con impasto di biscotti con farina d’avena …
Viva la campagna che mi dà un arcobaleno sereno, l'odore del fieno, il canto corale di mille cicale, un bianco puledro, il fiore di cedro, le stelle più grandi nel ciel...
Mumble mumble, senza dimenticare che io sono una cittadina trapiantata in campagna e ….

Va bene che mi sveglio presto (la domenica  comunque un'ora più tardi rispetto al solito), ma questa mattina, o meglio notte, se dovessi darle un titolo, la definirei la domenica degli INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO AVVENUTI AL CAMBIO DELL’ORA LEGALE .....
E' no, poco mi si gela il sangue, ... vado in taverna per accendere Camilla (la stufa a legna sempre lei) e predisporre la spianatoia per l’impasto dei biscotti con farina d’avena e chi ti trovo lì tra le legne da ardere abbigliato con un frac total black che solo madre natura poteva disegnare da grande stilista quale è!
Uno scorpione, uno scorpione proprio di quelli uguali al segno zodiacale, ebbene si, uno scorpione panciuto e nero come la pece di Maga Magò, che stava lì zitto zitto, occupando suolo privato nella mia cesta di vimini.

Ci siamo guardati per qualche secondo, il tempo che raggruppavo le idee e permettevo al mio cuore di riprendere vigore e ai miei occhi di non perderlo di vista.....
Il problema era la fase successiva al colpo apoplettico che poco non mi prendeva, decidere nel giro di un secondo cosa dovevo fare di lui, già e se fuggiva?
Come indicargli gentilmente che poteva anche togliere il disturbo?
Ve lo dico subito come si sviluppa il seguito della storia...

LUCAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA.

Si quel nome della mia dolce metà, non mi è stato tanto gradevole come il pronunciarlo stamane.......
E lui molto risolutamente, l'ha inviato a miglior vita senza ne a né ba!
Ma scusa e la benedizione comprensiva di funerale non gliela diamo?
Luca mi guarda scomponendo il suo sopracciglio con aria assonnata e perplessa....
Il funerale? E’ si … non possiamo mandare uno scorpione ai cipressi, senza un funerale!
Il suo è un sorriso a mezza bocca, l’altra era impegnata a sbadigliare, con probabile e totale ragione visto l’ora e l’omicidio, scuote la testa, se ne va’, lasciandomi sola con il morto.
Ma io dovevo pur dargli un nome, prima di ricomporlo nel sudario oltremodo chiamato ritaglio di Scottex e lanciarlo nel fiume Bisenzio, ove la sua anima avrebbe galleggiato fino la barca di Caronte per essere restituito agli immortali sull’altra riva dell’ Ade  …
Lo guardo e in men che non si dica mi faccio forza per sigillarlo tra le bende della Kimberly-Clark Worldwide (casa di appartenenza della Scottex) e …
Non si può assolutamente andare a miglior vita senza un nome, non scherziamo ….
Mi volto, la coperta di patchwork e l’Emile, il libro di Rousseau che stavo leggendo …..
Ma si, un nome perfetto per uno scorpione:  Jean-Jacques … ti auguro miglior vita!
Detto …  fatto, h. 2.30 o’clock in the morning anti meridiane dell’ora legale, no ancora solare …
Jean – Jaques viene lanciato nel fiume …
Di lui non si avranno più notizie!
Dei biscotti con farina di avena invece si …

Arianna 



BISCOTTI CON FARINA D'AVENA 


Per circa 15 biscotti di 7 cm di diametro:

100 g di farina integrale di grano tenero
100 g di farina integrale d’avena
50 g di zucchero di canna o semolato
83 g di olio di mais o girasole
4 cucchiai di latte intero a temperatura ambiente
un pizzico di sale
un cucchiaino abbondante di lievito per dolci

Preparare l’emulsione di olio e latte: in un boccale alto e stretto versare prima il latte e poi l’olio. Immergere il frullatore ad immersione (in alternativa si può usare un robot da cucina) fino a fargli toccare il fondo. Frullare fino ad ottenere una salsa densa tipo maionese.
Basteranno pochi secondi, altrimenti aggiungere un altro goccino d’olio. Far raffreddare in frigo.
Nel frattempo setacciare le due farine insieme al lievito, unire lo zucchero, il sale e mescolare per distribuire in modo omogeneo tutti gli ingredienti.
Aggiungere l’emulsione di olio e latte e lavorare schiacciando con una forchetta fino ad ottenere delle briciole tipo sabbia bagnata.
Formare una palla lavorando l’impasto con le mani il minimo possibile, avvolgere nella pellicola per alimenti e far raffreddare in frigo per mezz'ora.
Riprendere l’impasto e stenderlo su un piano liscio e infarinato fino ad ottenere uno spessore di 3-4 mm. L’impasto tenderà a spaccarsi. Ricompattarlo con le mani.
Ritagliare i biscotti nella forma preferita e trasferirli delicatamente, con l’aiuto di un coltello, su una teglia ricoperta di carta da forno un pò distanziati tra loro.
Infornare in forno preriscaldato a 170° per 10 minuti, o fino a quando i bordi risulteranno dorati.
Far raffreddare su una gratella e trasferire in una scatola di latta!
Et voilà ...


25 ottobre 2014

UNA FOGLIA E UN RAGGIO DI SOLE - Il mio pane di campagna


Non poteva essere che una ricetta di pane a dare vita al mio nuovo Blog. 
Si perché la panificazione è un'arte che affascina chiunque, anche solo per una volta decida di mettersi all'opera e miscelare in una ciotola panciuta: acqua, farina e lievito.
Non serve altro.
Incredibile tre soli ingredienti, possano scatenare una bomba atomica su una spianatoia di legno e un canovaccio di canapone che funge da coperta all'impasto, evitando di fargli prendere freddo!
Il bello è che il boom non lo sentiamo, ma vi assicuro avviene all'interno di quel processo chiamato lievitazione. 
Zitti zitti i saccaromiceti smuovono scosse telluriche che spaventerebbero Giuseppe Mercalli in persona, gonfiando, esplodendo, nuotando tra zuccheri e farina, tra chimica, fisica e vita!
BOOM ... Ecco, appunto!
E mentre ero lì la sera precedente, a scatenare la milionesima guerra atomica nella mia cucina, impastando con farina di grano antico per panificare un buon pane di campagna, Camilla (la mia stufa a legna per i nuovi adepti) reclamava alle 4.30 del mattino dopo, ciocchi di legna di acacia per arrivare ai fatidici 250 gradi ...



Ero lì in trepida attesa ancora una volta . 
Credetemi tutte le volte che do da mangiare a Camilla (alias infornare) mi prende un batticuore di felicità frammisto a quella sorta di entusiasmo fanciullesco, si proprio quello che ti fa sgranare gli occhi e mettere la bocca a forma di o. OooooooooooooH !!!

Sono lì che sbircio dal vetro, controllo che tutto proceda e silenziosa sulla mia sedia a dondolo inizio a godermi lo spettacolo, il crepitio della legna che arde, gli aromi che si sprigionano e si disperdono nell'aria e lui "monsieur le pain"che gonfia e lievita ancora, fino a formare quella crosta croccante che se chiudi gli occhi la gusti già in bocca e non sai se sia meglio spennellare con cioccolata, marmellata di fichi o di more della scorsa estate o solo con olio e sale!
E ancora una volta avviene il miracolo dopo 45 minuti ...
Lui, il pane, è lì a raccontarti una storia che tu stessa hai inventato ogni volta che apri la scansia della madia e misceli farina a tua scelta, lievito e acca due o!

Le emozioni sono componenti fondamentali della nostra vita, danno colore e sapore all'esistenza, riescono a far iniziare la giornata per un verso o per un altro, accarezzano, stimolano, spingono ognuno di noi ad essere piu' positivi. Fate il pane e le proverete! 

Così, verso l'ora di pranzo, afferro il mio pane come neanche un gioiello di Bulgari, ne taglio qualche fetta... un profumo intenso, un sapore leggermente acidulo, una mollica più sviluppata, una migliore conservabilità, maggiore digeribilità.... pane, pane pane .... e poi mi dirigo in giardino, pronta a fotografare per il mio Blog nuovo di zecca.

Proprio in quel mentre, click, un altro e un altro ancora ... ... ....  scatto, riguardo facendo una smorfia, una sfocata, una non in linea, l'altra non in primo piano. 

E mentre mi accingo nuovamente al successivo click, ecco che un raggio di sole và a formare una retta trasversale tra la lente della macchina fotografica e la corteccia del pane, mentre una foglia di vite nel pergolato ondeggia nell'aria e si sistema lì, sul mio tagliere di legno, quasi a comporre, ultimandolo, il più bel quadro di autunno che mai avrei potuto sperare! 

E' nel silenzio che ho imparato a reagire, a comprendere, a leggere oltre le parole.

E ancora una volta l'ho fatto, guardando una foglia di vite e un raggio di sole che insieme avevano dipinto un piccolo capolavoro!
Arianna 


IL MIO PANE DI CAMPAGNA 

La farina, deve essere il più possibile biologica. Quelle dei supermercati contengono conservanti. 
Se la farina è scadente chiaramente si avrà un pane scadente. 
Sconsiglio i preparati da supermercato perchè non hanno la qualità idonea per un pane sano e buono. 
Per il pane va usata la 0, mentre la 00 è adatta per prodotti di pasticceria.

Ingredienti:

1° impasto: da fare la sera precedente
135gr. farina 0 
35 gr. pasta madre rinfrescata
70 gr. di acqua
2° impasto: il mattino dopo
465gr. farina 0
265 gr. acqua
1 cucchiaino malto
12.gr sale

Procedimento:

La sera: sciogliere il lievito nell'acqua , aggiungere la farina e creare un impasto liscio, coprire con pellicola e lasciare a temperatura ambiente.
Il mattino dopo: al primo impasto aggiungo acqua (in cui ho sciolto il malto) e farina alternandoli; poi metto il sale insieme all'ultima acqua; avrete un impasto duro, lavoratelo bene; con la planetaria usate il gancio,  a mano "olio di gomito", dovrete ottenere un  impasto liscio liscio.
Lasciatelo riposare coperto da pellicola per 20 min.
Trascorso questo tempo, dategli la forma e infornate a 220 gradi per dieci minuti, infine a 180 gradi per i restanti 40 circa. 
Et voilà "monsieur le pain de campagne"!

24 ottobre 2014

COGITO ERGO SUM ...


Ho desiderio di raccontarvi che dal prossimo anno ci saranno grandi novità !!!
VIDEO RICETTE, SITO NUOVO CON DOMINIO ARY'S HOUSE, SHOP ON LINE e chi più ne ha ne metta! 
Tutte le volte che mi frulla un'idea in testa, mi auguro che venga sempre dai piani alti, quelli dell'emisfero australe celeste tanto per capirci!
E penso penso penso finché arriva l'illuminazione e in men che non si dica, dormo o meglio sonnecchio stile Eta Beta stando in equilibrio precario tra i pomoli del letto, fin quando la causa della mia idea, diventa effetto, la lampadina delle sinapsi si accende e ... ... ... mi catapulto a qualunque ora del giorno e della notte mettendo in atto, quanto i gangli cerebrali avevano pensato e immaginato, certa che l'attuazione di quanto avviene nella mia materia grigia, dalla calotta semisferica del cervello, raggiunge il suo equatore terrestre, prendendo forma!

Ed eccoci qui dopo aver dormito 18 h in 7 gg ...
Christmas is coming ...
Arianna

13 ottobre 2014

SE SAPRAI ASCOLTARE - Sables a' la fleur de sel


Cerca di rimanere fedele alla gioia, 
all’amore ed alla libertà che hai conosciuto. 

Ed in ogni momento se saprai ascoltare, 
sentirai la voce che stai cercando.

Se saprai osservare, 
vedrai quello che altri occhi non possono vedere. 

E forse qualche volta, 
quando il tuo corpo dormirà immerso in un sonno profondo, 
potrai accedere al messaggio che aspetta te.

Arianna 


SABLES A' LA FLEUR DE SEL 


Ingredienti:

Farina 250g
burro 125g
zucchero 125g
vaniglia in polvere un cucchiaino
uovo 1
fior di sale mezzo cucchiaino
zucchero semolato q.b. per farcitura

N.B.
Il fiore di sale, è un sale grezzo, prodotto nel sud della Francia, è raro e pregiato.
Viene chiamato anche “Il caviale del sale”.
È molto apprezzato dai migliori chef di tutto il mondo. Il fior di sale non è raffinato, è iposodico, e non addizionato con antiaddensanti o conservanti.
Altra caratteristica è quella di essere più grosso dei sali fini che si utilizzano normalmente in cucina. Il fior di sale si presenta sotto forma di piccoli cristalli formati in modo naturale, ha un potere salante poco più lieve del sale normale, è molto umido.
Ha un colore tendente al bianco opaco.
È abbastanza raro ed è possibile acquistarlo on-line o in qualche erboristeria.

Preparazione:

Setacciare la farina, aggiungere lo zucchero, la vaniglia in polvere e il sale, mescolare.
Aggiungere il burro, freddo e tagliato a cubettini, e, con la punta delle dita, sbriciolare gli ingredienti finché il burro sia stato completamente assorbito.
Versare il tutto su un ripiano, aggiungere l’uovo in mezzo e impastare velocemente in modo da ottenere un impasto compatto e omogeneo.
Formare una palla, avvolgerla con della pellicola e tenere al fresco per almeno un’ora.
Dopo questo tempo stendere l’impasto a 2mm su una superficie leggermente infarinata, ritagliare i biscotti rivoltarli sullo zucchero precedentemente disposto in un piatto fondo e deporli su una teglia da forno rivestita con carta da forno.
Cuocere per una decina di minuti a 160° (fino a quando i bordi dei biscotti risultano dorati).
Lasciar raffreddare su una griglia e servirli tiepidi o conservarli in una scatola metallica!