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16 gennaio 2015

IL PRIMO NUMERO DEL GIORNALINO DELLE PICCOLE DONNE DI ARY'S HOUSE - Primavera


Anche le favole partecipano a questo gioco millenario di insegnare all'essere umano, l'arte alchemica di fondere insieme vita, esperienze, amicizie.....
Allora non esiste più l'io ma il noi ...
Se abbiamo capito questo ... abbiamo capito tutto.
Le PICCOLE DONNE ARY'S HOUSE avranno il loro giornalino di intercollegamento.
Il primo numero in Primavera.
Il giornalino sarà distribuito all'interno dei corsi, conterrà foto delle ricette preparate dalle bambine, la rubrica di baby bon ton a cura di Valentina Nardi, e la vita interna alla nostra meravigliosa famiglia ARY'S HOUSE ATELIER !
Ci saranno inoltre notizie riguardanti tutti i gruppi "Piccole Donne Ary's House" sparsi in Italia.

Al momento Prato - Pistoia - Montecatini - Bologna e tra breve Roma e Milano!

Arianna 





14 gennaio 2015

UN SILENZIO CARICO DI GIOIA - Zuppa di castagne e latte con riso



Continuai a fissarla allo stesso modo di come lei fissava me, mi accorsi che era tardi, la seconda mano di vernice bianca poteva certamente aspettare, lo steccato era l’ultima delle mie preoccupazioni, ma la schiusa delle uova quella no, era uno spettacolo che non mi sarei persa per niente al mondo.
Dobbiamo dirci tante cose prima che si fa sera.
Vieni dammi la mano, una corsa sul prato poi sediamoci, l'ombra della betulla, la quiete, il suono delle campane che il vento accoglie all’ imbrunire nella dolce eco della mia valle!
Ti mostrerò lo spettacolo della vita, i pulcini stanno per nascere, la Normandia, con i suoi profumi e i colori della campagna!
Le presi la mano, quasi la conoscessi da sempre e lei titubante dapprima, la strinse forte alla mia.
Camminammo verso il pollaio, prima di entrare le annodai il nastro della gonna, le ricomposi in alto le piccole code appuntandole con un fermaglio dei miei, indossammo gli stivali ed entrammo silenziosamente.
Misi l’indice sul naso e le feci cenno di rimanere in silenzio.
Mi raccomando, sussurrai, non dobbiamo disturbare i pulcini, occorrerà fare molto piano, ma un silenzio carico di gioia che sussurra nel cuore e guarda con calma la creazione svelarsi senza lasciarsi sfuggire nulla, ne sarai capace?
Che vuol dire un silenzio carico di gioia?
Sorrisi, la guardai con tenerezza, i suoi occhi verdi incrociarono i miei, rimasi un istante ad osservarla e in quel mentre, un’attenzione straordinaria catturava il suo sguardo, rubando ogni angolo del punto di osservazione cui era proiettata, si, era esattamente quello il silenzio carico di gioia, quello almeno che io intendevo: fare silenzio con la bocca per parlare con l’anima!

(Dal libro " The blessing bread scritto da P. Arianna Appetecchi )

Per acquistare il libro clikka la scritta in blu 

Shop on line di Ary's House Atelier 



ZUPPA DI CASTAGNE CON LATTE DI RISO 




Ingredienti per quattro persone:

250 g di castagne secche
300 ml di latte
100 g riso
1/2 litro di acqua
due foglie di alloro
burro (se gradito)
pepe
sale grosso

Far bollire le castagne secche in acqua leggermente salata per circa 10 minuti.
A questo punto, scolarle bene, rimetterle a cuocere nella pentola con l’acqua salata, il latte e le foglie di alloro per 15 minuti.Unire il riso e farlo cuocere per una ventina di minuti aggiungendo ulteriore acqua se necessario.
Poco prima del termine della cottura se gradito unire un po’ di burro.
Questa zuppa dovrebbe presentarsi abbastanza densa, se la preferite più liquida aggiungete dell’acqua.





9 gennaio 2015

L'INFINITO NEL BARATTOLO DI MARMELLATA - Composta di cachi


Ed era solo pane e premura di bene, quel desiderio spalmato nel cuore che dispensava ogni qual volta accendeva il fuoco della stufa a legna.
Si sedeva sbucciando la frutta dinanzi, ora una mela ora un’arancia, o girando un cucchiaio di legno dolcemente sul pentolame di coccio per la marmellata, il gomitolo di lana scivolava dal grembo, sferruzzava le fiabe tra i rintocchi di un pendolo magico e il rumore della danza del vento che da est faceva muovere i nudi rami dei melograni.
Allora, nelle luci dell’alba, man mano che il netto dell’orizzonte, schiariva sul punto più alto della montagna, l’amore scoppiava dappertutto.
Potevi vederlo nelle fronde degli alberi di acacia o nella latitudine a nord della valle, lì ove le fate dimoravano all’argine del fiume, nelle gialle corolle dei fiori di topinanbur.
La luce a quest’ora aveva la calma del volo dei gabbiani, nel cielo appariva una sorpresa dipinta dalle tinte rosate di oro.
Ed era possibile che la sua marmellata, potesse contenere l’infinito, mentre il sole tiepido ancora, baciava le prime gemme dell’albero di ciliegio.

Arianna 


COMPOSTA DI CACHI 



2 Kg Cachi
500 g Zucchero
1 stecca Vaniglia
1 limone

Prendete la polpa dei cachi e frullatela.
Mettetela in una grossa pentola con il succo di un limone, la stecca di vaniglia e fate bollire per 5 minuti.
Aggiungete lo zucchero e cuocete mescolando spesso, finché la marmellata non raggiunge la consistenza giusta.
A quel punto mettetela nei vasetti di vetro ancora calda, chiudete ermeticamente i vasetti e capovolgeteli.
Una volta raffreddati raddrizzateli e riponeteli in un luogo asciutto e lontano dalla luce.





8 gennaio 2015

IMPACCHETTARE IL NATALE - La zuppa di avena


Il manto del mondo era accarezzato pian piano dal soffio della brezza del vento che sorgeva da est, là in una spianatoia di legno, un fagottello di farina di cinquecento grammi e mani che alle prime luci dell’alba scioglievano un panetto di pasta madre nella semola di grano saraceno.
Una luce fioca veniva dal corridoio, mentre la brace illuminava il resto della stanza.
La sedia a dondolo cigolava il buon giorno mescolando il rumore con il sobbollire della zuppa di avena.
I ninnoli, i festoni, le luci intermittenti, le statue dei re magi, il puntale, attendevano di essere riposti ancora una volta.
L’arcobaleno del Natale andava incartato nuovamente insieme alla magia delle renne, al sorriso degli elfi e alle rughe sagge della befana.
Impacchettare in uno scatolone la scia della cometa aveva la stessa valenza del sole ingoiato dal mare quando arriva la sera sulle spiagge della creazione per  ricordarci che il cielo è blu in tutti i sogni.
Un colore interiore, il pentolino di terracotta e il cucchiaio di legno, un grembiule annodato per scavalcare le ricette dell’ universo e fargli uno sgambetto di semplicità racchiusa in un banale piatto di  porridge.
Ripiegò il canovaccio e mise in caldo il suo cuore portando alla bocca, un cucchiaio di miele d’edera mescolato a latte bollente e deliziosi fiocchi d’avena.
E ancora una volta la sua cucina si popolò di aromi speziati che insaporivano il giorno di vita campestre, gli aghi dei rami dell’abete che l’albero di natale aveva lasciato alla terra, bruciavano nella stufa a legna, i biscotti di farro, la mantellina di lana e il canto delicato dell’alba dell’ultimo spicchio di luna.
Non restava altro che la capacità di sorprendersi in un sorso di semplicità infinita, l’unica che basta a se stessa e condisce di miracoli l'orologio della vita.

Arianna 


LA ZUPPA DI AVENA 


Ingredienti:

30 gr di avena che comunemente trovate al supermercato (in alcuni casi potrete trovare l’avena nelle confezioni per il porridge, una sorte di preparato), 1 tazza di latte, mezza tazza di acqua, 1 cucchiaio di zucchero e un pizzico di sale.

Per la preparazione: 

versate i fiocchi di avena in un pentolino con l’acqua e un pizzico di sale e fate andare, a fuoco moderato, continuando a mescolare; fate cuocere per circa 5 minuti e, in ogni caso, finché l’acqua non sarà evaporata e l’avena non sarà ridotta a poltiglia. Aggiungete quindi il latte e fate andare per altri 2/3 minuti fino a quando il composto non assumerà la consistenza di una pappa cremosa.

Versate il vostro porridge in un piatto/ciotola di portata, servite con frutta fresca e/o frutta secca. Volendo si può anche servire con sciroppo d’acero, per un gusto davvero sfizioso o con miele. In realtà le variante nell”accompagnare” il porridge sono davvero molte…provate a sperimentarle voi, secondo vostro gradimento .




6 gennaio 2015

HO INCONTRATO LA BEFANA



Mia cara piccola tu, è arrivato il tempo di riprendere la strada.
Spero che la tua giornata ancora non conclusa, ti abbia regalato doni e sogni.
Ti auguro di afferrarli uno ad uno, annodarli ben stretti ai lembi delle pareti dell' anima.
Poni una serratura a doppia mandata e vivili tutti e laddove sembreranno impossibili da raggiungere, corri senza sosta, anche con il fiatone, superando lo slalom degli ostacoli che incontrerai nella corsa.
Valgono più di quanto credi, tienili sul petto custodendone il valore.
Fanne tatuaggi indelebili da riguardare quando arriverà il momento in cui penserai di cedere e laddove ti diranno che è improbabile il traguardo, non ci credere, sogna ancora e lasciati andare come un palloncino fluttuante al vento ascensionale che oscilla leggiadro nella brezza della corrente calda dell’oceano.
Credici fino all'impossibile.
E se cercheranno di fermarti, rispondi cantando, perché il cuore non potrà mai essere ingoiato.
Si sceglie non perché sei tu che scegli, ma perché qualcosa più grande di te lo propone e tu non puoi far altro che seguirne il percorso, che indirizzarti per quella via.
Ora vado, ritorno al mio cielo.
Guardai la scopa che la reggeva, una leggera curvatura evidenziava i nodi del legno di quercia.
Le frange di saggina erano strette da corde vecchie come le sue scarpe stortignaccole.
Aveva un vestito rappezzato con toppe colorate.
Le sorrisi, mi baciò la fronte.
Guardai allora le rughe, solchi di centinaia di secoli.
Aveva un miliardo di milione di anni, me lo aveva confidato l’anno precedente.
Aspetta non andartene ancora!
E’ tempo …
Andai verso la grande scala in pietra serena, salii i gradini con il cuore che mi batteva in gola, da lì l’orizzonte era più vasto e sapevo di poterla guardare fino alla fine, fino a che l’estremità della scopa diventava un puntino minuscolo, così piccolo da scomparire nell’azzurro del cielo d’inverno.
Possiamo apprezzare quello che abbiamo ricevuto e la storia sarà completa.
Possiamo regalarci la storia perché un bambino avrà creduto alla befana.
E questo sarà il momento in cui avremo tutte le risposte possibili, senza avere bisogno di altre domande.

Arianna 




IL DIARIO DELLE PICCOLE DONNE DI ARY'S HOUSE - C'era una volta


C’era una volta…
E’ così che iniziano le favole,
ma anche tutte le storie vere,
belle da raccontare perché autentiche e positive.

Come questa ...
La storia di un gruppo
nato dalla loro volontà di imparare la vita!

Desiderio di ritrovarsi insieme
per apprendere ancor più direttamente,
regole e codici di comportamento sociale e conviviale,
Cucina, canto, ricamo
secondo lo spirito e il motto
AMA CUCINA DONA
proprio ad Ary's House Atelier!

Arianna






1 gennaio 2015

AUGURI DALLO STAFF DI ARY'S HOUSE - Valentina Nardi (Responsabile lifestyle e galateo)



Una manciata di ore ed è iniziato il 2015!
Non mi piace ripensare a come è stato il 2014: qualsiasi cosa ci abbia portato, ora lo abbiamo dietro le spalle.
Siamo cambiati tutti, forse cresciuti, le relazioni hanno subito un’evoluzione e chi era con noi l’anno prima, forse quest’anno non è stato così presente, così come nuovi amici hanno bussato alla nostra porta… qualcuno ci ha lasciato… è andato avanti e ci aspetta altrove, qualcun altro è arrivato a camminare insieme a noi lungo questo straordinario sentiero chiamato Vita.

Ricordo che mia madre, riordinava il suo buffet, il grande mobile del tinello e tirava fuori delle brutte tazzine spaiate (ne ricordo un servizio di ceramica marrone davvero datato!), piatti sbeccati, bicchieri incrinati e li riponeva in una grande cesta.
A mezzanotte, avremmo lanciato tutto via dalla finestra, nel giardino sottostante, deserto a quell’ora, mentre da ogni finestra si accendevano innocue stelle filanti ed i “botti” erano soprattutto quelli delle bottiglie di champagne stappate.
Il gesto liberatorio, la voglia e l’immanenza del nuovo erano elettrizzanti… spumeggianti di per sé…
Non era la “notte dei dilettanti del divertimento”, come l’ha chiamata una volta quel gran Bon Vivant di Hugh Hefner (editore di Playboy), ma la notte delle festa, l’unica in tutto l’anno nella quale i bambini potevano rimanere alzati fino a così tardi, guardando i cartoni animati ed i film di Walt Disney sulla Rai, mentre i genitori sgranocchiavano mandarini e frutta secca, con un occhio all’orologio.
Poco prima di mezzanotte, comparivano in tavola spumante e dolce acquistato in pasticceria (il marengo… il preferito di mio padre), i piattini di vetro e le palettine… credo che in realtà si andasse a letto comunque molto presto, ancora con il sapore della panna e della meringa sulle labbra… il giorno dopo, festa per tutti! Mamma inclusa… la nonna invitava tutti al ristorante!

Ecco il mio augurio per le mie adorabili alunne e per le loro mamme: che qualsiasi cosa porti il nuovo anno, che le vostre radici siano forti e profonde nell’affetto e nella concretezza delle bellissime piccole cose… che vi possiate addormentare tranquille, domani notte, sapendo che qualsiasi cosa se ne vada, ci ha rese più belle e più forti, e che qualsiasi cosa arrivi quello che è passato ci ha rese tutte forti a sufficienza da affrontarlo.

Buon anno, Piccole Donne!

Valentina Nardi  
Responsabile life style e galateo Ary's House Atelier