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26 febbraio 2015

E TI MOSTRAI L'INCANTO



L’erba . Tappeti di foglie e di un amore primaverile che stava per scoppiare.
Ne potevi raccogliere il fremito tra le gemme delle rose e dei bulbi che timidamente lasciavano intravedere nelle zolle, la potenza della vita!
Respiravo profondamente l’aria della sera, il viale nel bosco era accarezzato dal manto di tutte le amicizie possibili intrise di note musicali all'interno della campana dell’universo.
Immaginavo, crome e biscrome, tempi di quattro quarti e lo spartito degli andanti allegri e vivaci, prendersi per il pentagramma della vita e andare in alto, convogliando nell'orizzonte, lo squarcio del tempo, così placido a quest’ora!
La torta di mele si trascinava dietro un tiepido profumo vanigliato, misto al panetto di pasta madre. Quell'odore di lievito che potevo riconoscere ad occhi chiusi, aveva incredibilmente moltiplicato il tempo; per la prima volta erano davvero esistiti istanti, in cui poteva essere possibile intravedere le rondini fare le capriole e sbirciare, al di là dei castagni centenari, l’inchino regale delle viole mammole al tramonto, che facevano capolino nella radura al di là del fiume.
Non avevo altro desiderio che ascoltare i gemiti della primavera, potevi udirli se immobile afferravi con lo sguardo, le pennellate vermiglie del cielo e i canti dei merli in amore.
E così rimasi in ascolto, ti presi per mano e ti mostrai l’incanto!

Arianna 





23 febbraio 2015

CREDO CHE A TAVOLA ...



Credo che a tavola, nel momento in cui disponiamo i piatti, le posate, i tovaglioli, le pietanze, il cibo che consumiamo diventa un convito al quale partecipiamo sempre in compagnia. 
Nella catena di dna, nelle cellule che nuotano nel nostro corpo, vive l'energia dei nostri antenati, dei nostri padri, dei nostri avi. 
Il corredo del tovagliato che abbiamo avuto in dono, le tazze della nonna, le antiche ricette tramandate.
Tutto concorre al ricordo di ciò che eravamo.
Cucinare non è soltanto preparare un pasto, ma far vivere in noi, il desiderio di arrivare a comprendere il passato, condividendo il presente con coloro che amiamo.

Arianna


IN CUCINA NON SONO MAI SOLA - La mia brioche di pane di patate



H.3.45 ...
La fornaia delle prime luci dell'alba!
E il mio momento più bello... Quasi un om yogico!
Fare il pane ristabilisce un equilibrio interiore tra mente cuore e universo.
E non puoi fare a meno di farlo in contemporanea di tutti i fornai del pianeta.
Io so che non sono sola in cucina.
Mi basta chiudere gli occhi e immaginare, montagne di farina e mani, forni e profumi di pane per ogni punto cardinale e scoprire che nell'atto esatto in cui apro lo sportello di vetro della stufa a legna e attendo la cottura, la mia cucina si popola di vita.

Arianna


LA MIA BRIOCHE DI PANE DI PATATE



680 grammi di patate
4 cucchiaini di sale
120 ml (125 gr)di acqua di cottura delle patate
1 bustina di lievito di birra secco
2 cucchiai di olio d'oliva
665 grammi di farina di manitoba

Come prima cosa lavare bene le patate (io ho una spazzolina che uso esclusivamente per lavare patate e verdure varie) tagliarle in 4, metterle in un tegame, coprirle d'acqua e aggiungere 2 cucchiaini di sale; mettere sul fuoco, portare ad ebollizione e far cuocere fino a che non saranno ben morbide (circa 20'-25')
scolarle con un mestolo forato e disporle su un piatto in modo che perdano la prima parte di vapore; passarle poi allo schiacciapatate e disporre il passato su un vassoio, in modo che il passato sia ben steso (piccolo trucco che si usa anche quando si fanno gli gnocchi, l'acqua di cottura evaporerà più velocemente e molto meglio, si ritroverà il nostro passato bello asciutto!)
Prelevare dall'acqua di cottura delle patate 120 ml di acqua di cottura (circa 125 gr); non appena il liquido sarà ben stiepidito (non dovrà essere caldo, altrimenti ucciderà il lievito, in ogni caso i tempi coincidono con la fase di schiacciamento e raffreddamento delle patate) aggiungere il lievito e farlo sciogliere
far riposare 5'.
Non appena le patate saranno fredde, metterle nell'impastatore, aggiungere i 2 cucchiai d'olio e il lievito sciolto nell'acqua di cottura delle patate, iniziare ad azionare l'impastatore a velocità molto bassa giusto il tempo che il tutto sia amalgamato; aggiungere quindi la farina e i rimanenti 2 cucchiaini di sale.
Impastare per 2 minuti a velocità molto bassa e poi aumentare a velocità media per 10 minuti L'impasto finale sarà liscissimo ed anche incordato, levare il gancio, ricoprire il contenitore con della pellicola e far lievitare per una mezz'ora circa.
Infarinare una spianatoia e versare delicatamente l'impasto, dandogli una forma tondeggiante. Fare la croce e far lievitare per una mezz'ora.
Intanto accendere il forno a 190° e lasciare all'interno la teglia di cottura più un'altra teglia sul fondo.
Finita l'ultima lievitazione, il panetto si presenterà di nuovo lievitato!
Levare la teglia di cottura dal forno, versare sull'altra teglia posta sulla base mezzo bicchiere d'acqua, richiudere il forno
rigirare delicatamente sulla teglia caldissima il panetto e infornare per circa 45'-50'.
Appena sfornato metterlo a raffreddare su una griglia.





22 febbraio 2015

LA MIA VITA QUASI AMISH - Pane di mais



V'è un silenzio che supera le nostre attese e la capacità di meravigliarsi ancora alle soglie del 2015, in una compostezza quasi impossibile di una qualunque persona, io, che si alza alle quattro e trenta la domenica mattina per fare il pane, in una vita quasi amish fatta in casa, tra profumi di quiete e rumori di ciocchi di legna che scoppiettano nella stufa e sono l'unico suono certo a quest'ora, in una strada sterrata dinanzi un fiume ove sorge la mia casa!
Dalla mia stufa a legna, inizia il viaggio del panem quotidianum di ogni mio giorno.
Penso davvero che il cibo, vada condiviso più che mangiato.
Le bucce d'arancia consumate nel fuoco spargono aromi di benessere.
Vorrei fossi qui!
Il pane quasi cotto, esala la sua fragranza nella cupola di coccio appena infornata. Ogni volta un miracolo.
Il sole si inginocchia ancora una volta a quello che ognuno crea, perchè il senso della vita è nel sottotesto delle azioni più semplci e non in quelle più grandi.
Piccole briciole ... che sono il mio regalo più grande!
BUONA DOMENICA !
Arianna





PANE DI MAIS

300 gr di farina di mais macinata fine a pietra
350 gr di farina di tipo 1 macinata a pietra (oppure ottima farina per pane 0)
400 gr circa di acqua
180 gr di lievito madre rinfrescato (oppure 20 gr di lievito di birra fresco)
3 gr di lievito di birra fresco
un pochino di malto oppure miele di acacia
1 cucchiaino di sale

Iniziare con il rinfrescare il lievito madre, mentre si aspetta il suo raddoppio (3h/4h) impastare le farine con 300gr di acqua,con un cucchiaio  e lasciare riposare. Quando il lievito ha raddoppiato il suo volume è pronto per essere usato. Per impastare il tutto è meglio usare una planetaria:mettere nella ciotola l'impasto che ha fatto l'autolisi, lo troverete molto più liscio e  elastico, il lievito madre a pezzi e anche il pizzico di lievito di birra cominciare a far lavorare, unire il miele e inserire la restante acqua un po' per volta (potrebbe non servire tutta io avendo usato farine macinate a pietra tendono ad assorbire di più) far girare e in fine unire il sale e far girare un po' più velocemente. L'impasto sarà morbido versarlo in una ciotola coprire e dopo 30 minuti mettere in frigo per tutta la notte. Al mattino seguente tirare fuori dal frigo e far acclimatare poi versare l'impasto sul piano spolverato con molta farina (mais e quella di tipo1 mischiate) e fare le pieghe cioè piegando a tre aiutandosi con una spatola lasciare riposare per 30 minuti formare la pagnotta e mettere a lievitare in un panno (lavato solo con acqua calda) per 2h poi dipende sempre dalla temperatura che avete in casa. Spostare in teglia spolverata di farina e infornare a 210° per 15 minuti poi abbassare a 190° per altri 20 minuti e poi portare a 170° fino a cottura completa,lasciare in forno con sportello  un po'aperto fino a raffreddamento.

        

16 febbraio 2015

UN TEA TIME MAGICO NELL' INGRANAGGIO DEL BIG BEN - I biscotti al burro inglesi di Shrewsbury


Gli incantesimi accadono non solo nei libri delle fate turchine,
ma anche nei dialoghi che viaggiano nell'etere, 
rivelandosi a chi ha desiderio di credere alle favole! 
 Arianna 

Silenzioso, ai piedi del Big Ben, il Tamigi crea vortici e lunghe onde piatte che, sinuose e delicate accarezzano un paesaggio idilliaco oggi decorato da nubi argentate e pioggia che si fa' rugiada nel giorno che cresce ...

Il Big Ben .... dicono che all'interno del campanile dietro la grande scatola degli ingranaggi , ci sia un passaggio segreto che conduce ad un magico mondo!

Certo Arianna è vero , esiste il passaggio segreto dietro al quadrante del Big Ben ; però , serve un frammento di stella per aprire il passaggio quantico e poter viaggiare fra le realtà parallele ...
Peter , Trilly , Mary Poppins ed io lo percorriamo ogni giorno , quando l'orologio del .Big Ben batte l'ultimo tocco delle h. 5pm e tutte le tazze di tea si colmano di sogni da bere ... vuoi che oggi ti si aspetti Arianna ?

Ljuba ... aspettami ... alle 16.58 .... (due minuti per raccogliere la polvere di stelle dalle grandi tasche di Mary Poppins) e varcheremo il cancello magico dietro l'ingranaggio dei minuti della torre orologiaria del Big Ben. Oggi tira vento, immagino che per superare le correnti dello stretto, debba coprirmi bene. Fortuna che l'ultimo ombrello fatato donatomi lo scorso natale da Mary Poppins, è rinforzato da alcuni punti di filo di seta delle fate della foresta di Lancaster. Provvederò a starci ben incollata e direi di si, at five o'clock in the afternoon sarò lì. Per me una tazza di The della regina. Ultimamente lo prendo con due gocce di latte e mezza zolletta di zucchero di canna.
Wait for me!

Si , vento forte oggi sul Canale , tieniti alta quando sei alle scogliere di Dover e , abbassati solo dopo aver superato le dighe prima di Greenwich poi , atterra quando il semaforo dell'incrocio è verde così attraversi in sicurezza , è una strada molto trafficata .

Ljuba, farò in modo di seguire pedissequamente le tue istruzioni.
Se qualcosa dovesse andare storto, avvisa per tempo Mary Poppins di inviare a mio ausilio il saggio albatro Cadric. So che durante l'inverno dimora nel punto di congiunzione della contea di Lancashire, dove il fiume Lune si getta nel mar d'Irlanda. Non vedo l'ora di vederti! Sarà un tea time degno della corona!

 LJUBA & ARIANNA 




I biscotti al burro inglesi di Shrewsbury:

Farina doppio zero 270g
Burro 150g
Zucchero 150g
1 uovo
Cannella mezzo cucchiaino
Noce moscata 1/3 di cucchiaino – se lo avete, meglio ancora del macis
Buccia di 1/2 Limone abbastanza grosso, o quella intera di uno piccolino.
Semi di cumino 1/2 cucchiaino – (se vi piace!)
Preparazione:

Setacciare tutta la farina su di un piano.
Aggiungere i fiocchetti di burro ben freddo.
Amalgamare la farina al burro freddo usando la punta delle dita.
Mescolare bene lo zucchero a tutte le spezie.
Unire lo zucchero speziato all’impasto di farina e burro, amalgamare leggermente e poi aggiungere l’uovo leggermente sbattuto per distribuirlo meglio.
Impastare il tutto senza lavorarlo troppo.
Se l’impasto dovesse risultare troppo asciutto, aggiungere acqua di rose o sherry.
Coprirlo della pellicola e lasciarlo riposare in frigo per un’ ora..
Una volta riposato, stendere la pasta frolla su di un piano infarinato fino a raggiungere uno spessore omogeneo di circa cinque millimetri.
Con un bicchiere ricavare i biscotti tondi, e imprimere leggermente la superficie con una forchetta.

Cottura: In forno preriscaldato a 180 gradi per circa una decina di minuti o finché assumeranno un colorito leggermente dorato. Debbono risultare pallidi non estremamente dorati!





8 febbraio 2015

RICONOSCERE LA FELICITA' - Lemon curd





Riconoscere la felicità quando è ai tuoi piedi,
avere il coraggio e la determinazione di abbassarsi
per prenderla fra le braccia e custodirla.

Qualche merlo intona il suo gioioso buon giorno, 
regalandomi attimi colmi di silenzio e fiducia.

La bontà delle cose, 
quando si vive in campagna, è più onesta, 
più tangibile, quasi che il frastuono delle città 
nascondesse la bellezza della vita, la sua vera essenza!

Più è ampio lo spazio d’aria interiore
e più grandi sono le ali del proprio volo!

Arianna


IL LEMON CURD 



Tra il XIX e XX secolo in Inghilterra, il lemon curd fatto in casa era tradizionalmente servito con pane o scones all'ora pomeridiana del tè, in alternativa alla marmellata e come ripieno per torte, pasticcini e crostate. Solitamente veniva preparato in piccole quantità poiché non si mantiene bene come la marmellata, ma oggi è possibile prolungarne la conservazione grazie alla refrigerazione o all'aggiunta di conservanti e addensanti come nel caso di prodotti commerciali.
L'uso moderno più comune del Lemon curd è rimasto quello di consumarlo spalmato sul pane, sugli scones, i toast o i muffins. Può anche essere utilizzato come aromatizzante per dolci e yogurt.


100 ml di succo di limone (circa 2 limoni)
buccia di limone (io ho usato quella dei due limoni che ho poi spremuto!)
130 g di zucchero
2 uova
70 g di burro
20 g di maizena

Mescolate le uova e lo zucchero.
A parte, sciogliete la maizena nel succo di limone. Aggiungetelo alle uova.
Aggiungete la buccia di limone ben grattugiata ed il burro fuso.
Mescolate ed iniziate a cuocere a bagnomaria.
Il lemon curd dovrà addensarsi leggermente, senza però bollire.
Ci vorranno 5-10 minuti circa.
Ora potete o lasciar raffreddare ed utilizzare subito, oppure versare il lemon curd in un barattolo, capovolgerlo e lasciarlo raffreddare. In questo modo si creerà un sottovuoto e potrete conservare il lemon curd in frigo, se non lo aprite.




2 febbraio 2015

UNA COPERTA DI SEMPLICITA' - Panem nostrum quotidianum da nobis hodie



H.4.45 ...

È profumo di pane che avvolge e copre l'uomo,
una coperta di semplici aromi
che trasforma l'alba della vita
in una preghiera per tutti,
al di là dei rumori del mondo!
Panem nostrum quotidianum
da nobis hodie!

Buon giorno amici!
Buon lavoro!
Che non vi manchi nulla!

Arianna